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CRITICA Ogni artista si esprime secondo gli stilemi che gli sono congeniali con preferenza verso l’una o l’altra forma di rappresentazione. Pittori, scultori e grafici trovano in ogni attività creativa la propria via di maturazione e approfondimento per raggiungere apprezzabili risultati. Ma esprimersi in tutti i campi della rappresentazione visiva è di pochi e di pochissimi è di raggiungere traguardi sia sul piano rigorosamente artistico che su quello dell’immediata comunicazione con chi ne osserva i prodotti. Giuliano Ottaviani è un eclettico, poliedrico nella scelta del campo in cui esprimersi, ma è soprattutto un validissimo tecnologo perché conosce le proprietà intime delle materie che utilizza e le sfrutta al meglio senza ipocrisie e senza infingimenti. I metalli per lui non hanno mistero come pure per lui non ci sono segreti nel modo di realizzare fusioni e saldature e nello sfruttare le vibrazioni cromatiche delle varie tecniche ottenendo risultati estetici esaltanti. Le sue danzatrici e le sue indossatrici evocano spettacoli emozionanti: i suoi abiti percorrono i tempi e le mode tanto che alcuni si sono visti nelle ultime collezioni. Pochi elementi servono a Ottaviani per sottolineare le forme longilinee di donne che sembra si muovano con classe anche se restano ferme nella realtà. Il gioco contrastante di bronzo lucidato ed acidato, quest’ultimo in varie gradazioni di verde, basta a sottolineare il fascino di una professione che nell’eleganza dell’incedere mantiene l’attrazione di un sogno collettivo di bellezza e di fragilità. I colori, acrilici, pastelli ed olii che siano, servono allo stesso modo all’artista per intervenire sulla tela con effetti altrettanto validi. Le sue Venezie Hanno un sapore antico e avveniristico ad un tempo, le gondole si fondono e si confondono con strutture al limite dell'onirico, i canali ed i rii si intuiscono, il mare ed il cielo sono descritti nel loro insinuarsi fra le case senza mai avere un effettivo aspetto fisico. I paesaggi brasiliani sono sentiti dall’artista nella loro lussureggiante essenza vegetale, mentre presenze inquietanti appena accennate rendono perfettamente l’atmosfera di un paese che è per noi misterioso nella sua vastità e nella sua contraddittorietà della realtà che in esso convivono. Ottaviani, attraverso elementi evanescenti, quasi bolle di sapone, vuole cercare di svelare o forse paradossalmente di velare il mistero di una terra da noi poco conosciuta, ma sempre sognata anche se solo per le rutilanti esuberanze del suo carnevale. Ma ciò che più emoziona è l’impegno di Ottaviani nel sociale, nel recupero degli emarginati dei vari paesi del mondo che egli cerca di utilizzare nella realizzazione di opere che tendono al recupero di periferie degradate o al ripristino di polmoni verdi che servano a reinserire gli uomini in atmosfere sane ed in ambienti vivibili. FIORELLO F. ARDIZZONI Dalla sua prorompente personalità artistica emerge una non comune capacità di esprimere l’uomo in tutta la sua polivalenza con tanta naturalezza da far pensare all’innatismo reso operante da una successiva specifica coltivazione e approfondimento. Pittore, scultore, orafo e designer di caratura internazionale, l’Ottaviani che "sente" lo spazio come dimensione sensibile, si inserisce in questa realtà con le proprie composizioni senza violentarla, nell’intento di instaurare un dialogo fra il proprio "io" profondo e gli "altri" nel segno di una comune matrice spazio – temporale. La sua ricerca estetica parte da lontano: dopo aver ben metabolizzato i canoni del classicismo e le successive esperienze artistiche, approda alla neo-figurazione che gli consente di depurare i protagonisti dalle singole caratteristiche che per innalzarli ai ruoli di archetipi universali nei quali tutte le valenze umane sono concentrate. Il loro inserimento armonico (per l’artista ogni oggetto ha odore, colore, suono, volume) in contesti ora realistici ora fantastici, nei quali la commistione è costante espressiva, sprigiona quello che il Bergson definì "elan vital", al quale l’Ottaviani unisce sapienza espressiva e comunicativa in sintonia con il mondo che lo circonda. L’immediatezza del messaggio che mai necessita di decodificazione ma si propone sempre sintetico e genuino è la risultante più alta di un approccio originale con la materia che, nel caso delle opere plastiche, gioca sul ruolo dialettico fra i pieni ed i vuoti evidenziandone l’intrinseco dinamismo; nel caso della pittura esalta le vibrazioni cromatiche proprie degli elementi significanti; nel caso del design si fa interprete del Bello in relazione al gusto collettivo. Roma, Novembre 1992 Giorgio Tellan
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